Data: 07-06-2018

Sanità

Dal rancore alla speranza del cambiamento

Lettera al Ministro della salute, Giulia Grillo

grillo

Ill.mo Ministro Grillo,

nell’augurare buon lavoro per il suo incarico di Ministro, da medico a medico le voglio rappresentare con la massima sintesi la disponibilità alla collaborazione e le priorità che riteniamo non più eludibili nella prossima agenda.

Se i cittadini sono rancorosi verso il Servizio sanitario nazionale molto dipende dalle responsabilità di chi in questi ultimi anni ha fiaccato le potenzialità strutturali e professionali della più importante infrastruttura del welfare nazionale, demoralizzando il personale e definanziando pesantemente il sistema.

La spesa sanitaria privata degli italiani è in crescita esponenziale e rasenterà i 40 miliardi di euro, quando era di 37,3 miliardi lo scorso anno. 

Il 37,8% degli italiani prova rabbia verso il Servizio sanitario pubblico a causa delle liste d’attesa troppo lunghe o dei casi di malasanità. Il 26,8% è critico perché, oltre alle tasse, deve pagare di tasca propria troppe prestazioni e perché le strutture non sempre funzionano rispettando standard di qualità percepita e sostanziale.

Le sempre più frequenti aggressioni di medici e infermieri sono la rappresentazione plastica della frattura che si è creata tra società e welfare.

Su un altro fronte, l’aumento delle aggressioni a danno di veterinari che operano controlli sanitari su benessere e  salute animale e sulla sicurezza alimentare, rappresentano la sempre maggiore insofferenza verso lo Stato e le sue regole di sanità pubblica e prevenzione.

Se la sanità pubblica, in una fase lunga di crisi, è una garanzia che viene meno le scelte di una vasta parte della popolazione sempre più fragile e anziana ne vengono influenzate.

Se la sanità sarà il laboratorio per il passaggio "dal rancore alla speranza del cambiamento" noi saremo felici di darle il nostro contributo.

I medici, i veterinari e i dirigenti sanitari del Ssn sono in attesa da nove anni di un rinnovo del contratto di lavoro che non è stato pienamente finanziato.

Nei prossimi 5 anni andrà in pensione il 40% dei sanitari attivi nel Ssn e manca una pianificazione del turn over.

Le Università non specializzano medici e sanitari in numero adeguato ai bisogni del Ssn e un numero sempre maggiore di giovani medici va a cercare prospettive all’estero. 

Come sottolineato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso del suo discorso per la fiducia in Parlamento, sarà compito del suo Governo “lavorare per garantire la necessaria equità nell’accesso alle cure.”

Gentile Ministro, dia un segnale immediato di inversione di tendenza concordando con il MEF un adeguato finanziamento del Ssn e del contratto dei suoi più importanti interpreti, altrimenti ciò che saggiamente lei ha proposto: “dare ai cittadini nel nostro Paese la sanità che meritano” resterà solo un bel proposito.

Cordiali saluti

 

Aldo Grasselli
Presidente FVM

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